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Domenica 31 maggio, il cardinale Kurt Koch è stato ospite d’onore del tradizionale pellegrinaggio per i cristiani perseguitati in tutto il mondo, organizzato da AIUTO ALLA CHIESA CHE SOFFRE (ACN)
Quest’anno anche l’Ordine di Malta Svizzera ha co-organizzato il pellegrinaggio. La chiesa abbaziale era gremita fino all’ultimo posto. In questa occasione, il cardinale lucernese, che ora vive a Roma, ha concesso un’intervista ad AIUTO ALLA CHIESA CHE SOFFRE (ACN).
Testo di Jacques Berset, tradotto e adattato in italiano da Lisa Bigatto, entrambi collaboratori di Aiuto alla Chiesa che Soffre (ACN)
Il cardinale Kurt Koch, presidente di AIUTO ALLA CHIESA CHE SOFFRE (ACN) International dallo scorso novembre, ha celebrato la Messa pontificale in occasione della solennità della Santissima Trinità, predicando sulla fede nel Dio trinitario, mistero centrale della fede cristiana. Hanno concelebrato l’abate Urban Federer dell’abbazia di Einsiedeln, il nuovo abate di Sain-Maurice Alexandre Ineichen, il suo predecessore Jean Scarcella e una ventina sacerdoti.
Come parte del pellegrinaggio, durante le preghiere di intercessione sono state accese delle candele in memoria dei cristiani vittime di persecuzioni e discriminazioni: in Iraq, dove il numero dei cristiani è sceso da 1,4 milioni a circa 140 000 dall’invasione americana del 2003; ad Haiti, dove le suore Evanette Onezaire e Jeanne Voltaire sono state assassinate da bande armate; in Pakistan, dove la quattordicenne cristiana Saba è stata rapita da vicini islamisti e costretta a un matrimonio forzato; nonché in Indonesia, dove il ventottenne insegnante di religione Rufinus è stato ucciso a colpi di arma da fuoco in strada. Nella sua preghiera al «Padre che è nei cieli», il cardinale Koch ha ricordato: «che la fede è un dono, testimoniarla è un diritto».
Lucia Wicki-Rensch, Responsabile della Svizzera italiana, accende una «Candela della Speranza» per i cristiani in difficoltà. ©ACN
Il cardinale Kurt Koch intervistato in occasione della sua visita a Einsiedeln ©ACN

In un’intervista, il cardinale Koch ha spiegato che la sua nomina a presidente di AIUTO ALLA CHIESA CHE SOFFRE (ACN) International è stata una decisione personale di papa Leone XIV. Dopo aver festeggiato il suo 75° compleanno lo scorso anno e aver presentato le sue dimissioni all’allora papa Francesco, come previsto dal diritto canonico, è stato provvisoriamente confermato da papa Leone XIV come prefetto del Dicastero per la Promozione dell’Unità dei Cristiani. Ricopre questa carica dal luglio 2010. È inoltre presidente della Commissione per i Rapporti Religiosi con l’Ebraismo.
«Il Papa può decidere autonomamente se devo restare o andarmene. In ogni caso, rimarrò a Roma fino all’età di 80 anni, poiché faccio parte di diversi altri dicasteri.»
Cardinal Koch:
«Ha avuto fiducia nella mia capacità di assumermi questo incarico. Inoltre, è probabile che sia stato consigliato dal cardinale Piacenza, che ha guidato l’Opera caritativa per 14 anni come primo presidente sin da quando AIUTO ALLA CHIESA CHE SOFFRE (ACN) è stata istituita come fondazione pontificia. Ho accettato questo incarico con grande piacere, perché AIUTO ALLA CHIESA CHE SOFFRE (ACN) mi è sempre stata molto cara. È un’opera di beneficenza pontificia che fa molto del bene, ma che ricorda anche continuamente quante parti della Chiesa si trovino in grande difficoltà. E contribuire a questo mi sta molto a cuore.»
Il cardinale Koch è da molti anni strettamente legato ad AIUTO ALLA CHIESA CHE SOFFRE (ACN). In particolare, ha collaborato con le sedi nazionali in Svizzera e in Germania e vanta una vasta esperienza nel dialogo ecumenico e interreligioso, che riveste grande importanza anche per l’operato in loco di AIUTO ALLA CHIESA CHE SOFFRE (ACN).

Il cardinale Kurt Koch ha ricordato che papa Francesco ha istituito una Commissione dei Nuovi Martiri, incaricata di inserire i cristiani di tutte le confessioni in un elenco dei martiri. I cristiani non sarebbero perseguitati per la loro appartenenza a una determinata Chiesa, bensì per la loro fede in Cristo.


Nell’aprile di quest’anno, in occasione della commemorazione del genocidio armeno del 1915, lei ha scritto che le vittime sono «testimoni che ci ricordano che il martirio non è un fenomeno marginale del cristianesimo, ma ne è il cuore pulsante».
Cardinal Koch:
«Il martirio è davvero il cuore del cristianesimo. Oggi ci sono più martiri che nei primi secoli della storia della Chiesa. Il cristianesimo è la religione più perseguitata al mondo. Circa l’80% delle persone perseguitate a causa della loro appartenenza religiosa sono cristiani di diverse confessioni. I dittatori non fanno distinzioni tra cattolici, ortodossi, luterani, anglicani o protestanti. Papa Giovanni Paolo II parlava quindi di un vero e proprio «ecumenismo nel sangue». Il sangue versato unisce i cristiani al di là delle loro divisioni. Questa è una realtà fondamentale dell’ecumenismo del nostro tempo.»
Nel pomeriggio, numerosi pellegrini si sono riuniti presso il Centro culturale e congressuale ZWEI RABEN per partecipare a una tavola rotonda dal titolo «La Chiesa di fronte alla guerra, alla persecuzione, agli aiuti umanitari e alla diplomazia. Dove nasce la speranza?». Il dibattito ha offerto una visione approfondita delle sfide che i cristiani devono affrontare in diverse regioni del mondo colpite da crisi.

Il cardinale svizzero Kurt Koch e l'abate Urban Federer dell'abbazia di Einsiedeln durante la tavola rotonda ©ACN

Moderati da Mariano Tschuor, ex direttore della RTR (Radiotelevisiun Rumantscha), membro della direzione nazionale della SRG SSR e responsabile generale del progetto monastico «Aufbruch ins Weite – Mariastein 2025» («Verso nuovi orizzonti – Mariastein 2025), hanno discusso il cardinale Kurt Koch, presidente di AIUTO ALLA CHIESA CHE SOFFRE (ACN) International e prefetto del Dicastero per la Promozione dell’Unità dei Cristiani, Kinga von Schierstaedt, responsabile del team Africa di AIUTO ALLA CHIESA CHE SOFFRE (ACN) International, Thomas Fritsche, vicepresidente dell’Ordine di Malta Svizzera, nonché l’abate Urban Federer, abate dell’abbazia di Einsiedeln dal 2013.
I relatori hanno illustrato da diverse prospettive la situazione dei cristiani nelle zone di conflitto, evidenziando come la Chiesa, la diplomazia e gli aiuti concreti possano contribuire a mantenere viva la speranza e ad aprire nuovi orizzonti. È emerso con particolare chiarezza che, in molti luoghi, nonostante la guerra, le persecuzioni e le difficoltà, le comunità cristiane continuano a dare testimonianza di fede, riconciliazione e carità.

I cristiani in Medio Oriente sono emarginati, perseguitati e stanno perdendo i mezzi di sussistenza. Guerre, discriminazioni religiose e difficoltà economiche costringono molti ad abbandonare la propria patria. Ad ogni crisi il loro numero diminuisce. In Libano la situazione si sta aggravando. Con il vostro aiuto, AIUTO ALLA CHIESA CHE SOFFRE (ACN) può fornire aiuti d’emergenza agli sfollati, assistenza spirituale alle persone traumatizzate e salvare le scuole cattoliche dalla chiusura. Grazie alla vostra carità, i bambini ricevono istruzione, protezione e una possibilità di futuro.

























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