Don Abele (Burundi), per il mese di agosto cappellano del Monastero delle Suore Agostiniane (Poschiavo), il patriarca em Gregorio III (Siria) e Lucia Wicki Rensch. @ACN

Don Abele (Burundi), per il mese di agosto cappellano del Monastero delle Suore Agostiniane (Poschiavo), il patriarca em Gregorio III (Siria) e Lucia Wicki Rensch. @ACN

Mostrate il vostro cuore

Aiutate ora con il vostro dono.

Il patriarca em. Gregorio III (Siria) nel Grigioni italiano: anche a 92 anni lotta sempre per la pace

Il patriarca em. di Gerusalemme, Gregorio III, visitando il Grigioni italiano, ha riferito sulla Siria: paura e incertezza caratterizzano la vita delle persone, ma i cristiani danno valore al dialogo.

La convivenza pacifica tra musulmani e cristiani costituisce una tradizione secolare in Siria. Questa situazione però continua a essere turbata da fanatici islamisti, che disapprovano la pacifica convivenza tra cristiani e musulmani. Abbiamo parlato con l’illustre ospite della situazione attuale: è preoccupante che il nuovo governo non abbia attualmente il controllo della situazione nel Paese. La popolazione è inoltre sconcertata dal fatto che forze vicine al governo continuano a essere coinvolte nei disordini in corso. 

 

Da anni impegnato nella lotta per la giustizia e la pace

Il nostro incontro con l’ospite libanese è avvenuto nel monastero delle suore Agostiniane a Poschiavo e nella parrocchia cattolica di Poschiavo dove è stato accolto da don Witold Kopeć. Lucia Wicki-Rensch, rappresentante di «Aiuto alla Chiesa che Soffre (ACN)», ha presentato l’emerito patriarca Gregorio III Lufti Laham. In qualità di patriarca emerito della Chiesa greco-cattolica melchita, unita a Roma, da anni Gregorio III viaggia instancabilmente per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla situazione dei cristiani perseguitati in Siria e in Libano. Nel 1981 è stato ordinato vescovo e dal 2000 al 2017 ha ricoperto la carica di patriarca di «Antiochia e di tutto l’Oriente», di Alessandria e di Gerusalemme. Come ha sottolineato la rappresentante di «Aiuto alla Chiesa che Soffre (ACN)», l’Opera caritativa è attiva da anni in Siria e in Libano per aiutare in loco i cristiani che soffrono. Dal 2011 i progetti di aiuto in Siria godono addirittura della massima priorità. Soltanto lo scorso anno, «Aiuto alla Chiesa che Soffre (ACN)» ha destinato circa CHF 4.5 milioni in Siria per progetti in corso, come la ricostruzione di chiese, il sostegno a sacerdoti e religiosi, nonché progetti caritativi e sociali a favore della popolazione bisognosa.

 

Il parroco di Poschiavo don Witold Kopeć e il patriarca em. Gregorio III. @ACN

Il parroco di Poschiavo don Witold Kopeć e il patriarca em. Gregorio III. @ACN

Il patriarca em. Gregorio durante l'omelia. @ACN

Il patriarca em. Gregorio durante l'omelia. @ACN

Fondare la pace attraverso il dialogo – creare ponti

Nella sua omelia, Gregorio III ha portato i saluti della Madre Chiesa di Gerusalemme, «dove vivevano i nostri antenati», secondo le parole del patriarca. Ha poi definito la «fede in Dio come la stessa di tutti i cristiani nel mondo». Per questo motivo ritiene molto importante che le religioni coltivino i punti in comune. Ha ringraziato per il sostegno fornito dalle organizzazioni umanitarie occidentali di cui è testimone.

Secondo le sue dichiarazioni, l’attuale situazione di instabilità nasconde molte ambiguità che, a lungo termine, potrebbero ostacolare la ricostruzione dello Stato. Anche la situazione nel Sud del Libano non è facile. Ci sono 23 parrocchie e la maggior parte dei villaggi sono sfruttati. Da tempo l’ONU ha promesso la soluzione dei due Stati in Medio Oriente. Questa promessa non è stata ancora realizzata. Il numero dei cristiani nei nostri paesi è diminuito drasticamente negli ultimi anni a causa dei conflitti bellici e dei saccheggi. In Siria, dopo la guerra, il numero dei cristiani è pari a un terzo rispetto al passato. Nel villaggio natale di sua madre, nel Sud della Siria, prima della guerra vivevano 7000 cristiani, oggi ne sono rimasti circa 3000, ha fatto notare il patriarca emerito. Queste persone sono fuggite in altri Paesi, in Stati confinanti, in Europa e persino in America. Secondo le sue valutazioni, la pace in Medio Oriente costituisce la base per la pace nel mondo. Dobbiamo essere presenti gli uni per gli altri e costruire ponti, non muri. Dovremmo darci forza a vicenda per dialogare. «Ricordiamo la parola viva di Gesù: “Voi siete il sale, il lievito e la luce di questo mondo”», così si è conclusa l’impressionante omelia dell’illustre ospite proveniente dal Medio Oriente.

Incertezze quotidiane – grande sofferenza        

Gregorio III è considerato da anni un instancabile combattente per la giustizia e la pace. Attualmente, il 92enne sta lavorando alla ricostruzione di un ospedale regionale a Khabab, a circa 50 km a sud della Siria. Durante la guerra in Siria, 14 ospedali sono stati bombardati provocando grandi sofferenze alla popolazione. Diverse organizzazioni umanitarie occidentali, soprattutto tedesche, hanno fornito aiuti in questo senso.

I frequenti fomentatori di disordini provenienti dai ranghi degli islamisti fanatici mirano al caos e alla guerra civile. A trarne vantaggio sono i criminali, contro i quali le attuali forze dell’ordine non riescono a opporre alcuna resistenza. Le precedenti forze dell’ordine non ci sono più e i loro successori non sono ancora in grado di svolgere i loro compiti. Si lamenta una situazione di grande caos. Innumerevoli ragazze vengono esposte al pericolo di stupro. Come è noto, circa 30 000 cristiani sono stati saccheggiati da islamisti fanatici e costretti così alla povertà. La triste realtà è che tutti soffrono, sia i cristiani sia i musulmani. Le persone non hanno prospettive per il futuro, perché le condizioni delle strutture statali sono disordinate. Sebbene il numero dei cristiani in Siria si sia fortemente ridotto durante la guerra, sussiste una grande volontà di sopravvivenza, sostenuta anche dall’ex patriarca. Desidera garantire il futuro del cristianesimo attraverso la presenza, il servizio e la testimonianza. Secondo la raccomandazione di Papa Leone XIV, i cristiani, in quanto minoranza, devono vivere la fede ed essere aperti, anche nella loro identità. La ricerca del dialogo è di grande importanza. La stessa fede è presente, ma spesso manca la comunità per coltivarla.

Gregorio III ha fatto una retrospettiva storica risalendo all’anno 33, anno della morte di Gesù Cristo. All’epoca i primi cristiani giunsero a Damasco. In poco tempo circa 3000 ebrei furono battezzati come cristiani. Nella sua regione natale, in quel periodo, Paolo tenne le sue prime prediche. I cristiani, in quanto costruttori di ponti per il dialogo e la pace, meritano la preghiera di tutto il mondo affinché possano continuare a vivere come minoranza nella propria patria.

(testo di Stefan Treier, tradotto e adattato in italiano da Lisa Bigatto, entrambi collaboratori di «Aiuto alla Chiesa che Soffre (ACN)»)

Il patriarca em Gregorio III Laham III a Poschiavo e sullo sfondo la Collegiata di San Vittore. @ACN

Il patriarca em Gregorio III Laham III a Poschiavo e sullo sfondo la Collegiata di San Vittore. @ACN

Siria: distribuzione di cibo ai bambini @ACN

Siria: distribuzione di cibo ai bambini @ACN

Aiuti in Siria - Il vostro sostegno è importante

Negli ultimi anni, «Aiuto alla Chiesa che soffre (ACN)» si è impegnata con numerosi progetti per offrire ai cristiani rimasti una prospettiva futura sul posto. Anche sotto il nuovo regime, l'Opera caritativa è presente e finanzia progetti importanti. Tuttavia, occorre monitorare la situazione della sicurezza per verificare che le minoranze non musulmane possano rimanere nel loro Paese.

Mostrate il vostro cuore

Aiutate ora con il vostro dono.

Aaron blanco tejedor y H18l O Sa ZVQ unsplash

Aiuto alla Chiesa che Soffre (ACN)

Cysatstrasse 6
CH-6004 Lucerna
041 410 46 70
mail@aiuto-chiesa-che-soffre.ch

Donare

PostFinance: CH25 0900 0000 6002 9700 0
UBS: CH19 0023 4234 3400 1201 M
Euro: CH51 0077 8010 0570 5430 2

Donare

 

Newsletter

Mi iscrivo

© 2025 - AIUTO ALLA CHIESA CHE SOFFRE (ACN)