Aiuti di emergenza per la ricostruzione delle case dei cristiani ad Aleppo ©Hope Center

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Dal 2011, oltre l'80% dei cristiani ha lasciato la Siria

Prima dello scoppio della guerra civile nel 2011, in Siria vivevano circa 1,5 milioni di cristiani. Oggi ne rimangono solo circa 300'000, rileva ACN.

Dopo mezzo secolo di dittatura, quattordici anni di guerra, ai quali si aggiungono le violenze intercomunitarie scoppiate dopo la caduta del regime di Assad, l’Œuvre d’Orient rileva che la diversità religiosa ed etnica (in particolare le minoranze alauite, sciite, curde e cristiane) è ormai estremamente compromessa e minacciata in Siria. 

Dal 2011, la comunità cristiana siriana in particolare è stata decimata. I cristiani rimasti nel Paese vivono, come l’intera popolazione, un profondo peggioramento delle condizioni sociali, caratterizzato dalla paura e da una permanente insicurezza.

Jacques Berset, trad. Lisa Bigatto per ACN.

 

Padre Gerald Baumgartner su una vetta sopra Zermatt ©ACN

Padre Gerald Baumgartner su una vetta sopra Zermatt ©ACN

Testimonianza del padre gesuita austriaco Gerald Baumgartner

Su invito dell’opera caritativa internazionale cattolica AIUTO ALLA CHIESA CHE SOFFRE (ACN), con sede a Lucerna, il padre gesuita austriaco Gerald Baumgartner, che ha vissuto a Homs, nella Siria occidentale, dal 2021 al 2023, ha testimoniato della difficile situazione dei cristiani in Siria in diverse parrocchie della Svizzera tedesca dal 15 al 23 agosto. Il giovane gesuita di 32 anni, che a Homs si è dedicato principalmente al lavoro con i giovani, è tornato in Siria. Dopo la sua ordinazione sacerdotale nel 2025 a Innsbruck, ora opera ad Aleppo, dove accompagna i giovani e si impegna nel dialogo ecumenico. 

La situazione sul posto è drammatica: molte persone vivono in condizioni di estrema povertà, l’elettricità e l’acqua potabile scarseggiano e le strutture statali non funzionano praticamente più. L’assistenza sanitaria è precaria: gli ospedali sono stati distrutti, mancano medicinali e medici. Per la maggior parte delle persone, le cure mediche essenziali sono inaccessibili. Le conseguenze della guerra civile si fanno sentire ancora oggi nella vita quotidiana.

Un’esistenza sempre più minacciata

ACN sottolinea che anche la minoranza cristiana vede la propria esistenza sempre più minacciata. Questo fatto è particolarmente amaro in unPaese in cui il cristianesimo è radicato sin dai suoi esordi, oltre duemila anni fa. 

Selon l'AIDE À L'ÉGLISE EN DÉTRESSE (ACN), les chrétiens qui restent dans le pays ont d’autant plus besoin de notre solidarité. L’œuvre d’entraide apporte son soutien à la population chrétienne de Syrie en lui fournissant une aide médicale et d’autres formes d’aide d’urgence, notamment du lait gratuit pour les enfants de moins de dix ans. Elle lance des projets qui ouvrent des perspectives d’avenir, comme par exemple un centre de rencontre des jésuites dans la ville de Homs, où les jeunes peuvent vivre en communauté et poursuivre leur formation. Secondo AIUTO ALLA CHIESA CHE SOFFRE (ACN), i cristiani che rimangono nel Paese hanno quindi ancora più bisogno della nostra solidarietà. L’Opera caritativa sostiene la popolazione cristiana siriana fornendo assistenza medica e altre forme di aiuti di emergenza, in particolare latte gratuito per i bambini di età inferiore ai dieci anni. Promuove inoltre progetti che aprono nuove prospettive per il futuro ai giovani, come ad esempio un centro di incontro dei gesuiti nella città di Homs, dove i giovani possono vivere in comunità e proseguire la loro formazione. 

Il padre gesuita austriaco Gerald Baumgartner ©ACN

Il padre gesuita austriaco Gerald Baumgartner ©ACN

Feste cristiane annullate a causa delle minacce

ll resto dell’estate si prospetta tranquillo e inisolitamente silenzioso per i cristiani di Seidnaya, secondo quanto riporta il quotidiano libanese francofono «L’Orient-le Jour». In questa cittadina, situata ai piedi del Monte Qalamoun, a circa trenta chilometri a nord di Damasco, uno dei luoghi storici più importanti del cristianesimo siriano e meta significativa per il pellegrini e turisti religiose, le parrocchie delle comunità greco-ortodosse, siriaco-ortodosse e greco-cattoliche hanno annunciato l’annullamento di tutte le celebrazioni pubbliche previste per agosto e settembre.

Le Chiese locali denunciano  l’ingiustificato arresto di propri fedeli e le campagne diffamatorie su Internet, che rappresentano una recrudescenza delle tensioni confessionali sorte durante la guerra. Annunciano che le feste della Trasfigurazione del Signore, dell’Assunzione di Maria, dell'Esalatazione della Croce e di Santa Sofia non saranno celebrate pubblicamente. Gli scout non sfileranno per le strade e le tradizionali celebrazioni carnevalesche sono state annullate. Si continuerà a pregare, ma solo all’interno delle chiese.  

Attentati terroristici contro i cristiani

I cristiani siriani sono ancora traumatizzati dall’attentato suicida compiuto da un terrorista islamico contro la chiesa greco-ortodossa di Sant’Elia (Mar Elias) nel quartiere cristiano di Douilaa, a Damasco. Il 22 giugno 2025, durante una S. Messa, un attentatore islamista si è fatto esplodere all’interno della chiesa. Il bilancio è stato di 30 morti e numerosi feriti. Dopo 14 anni di guerra civile, un attentato nel bel mezzo di una chiesa era difficilmente immaginabile per molti cristiani siriani.

Pochi giorni dopo, nel villaggio a maggioranza cristiana di Al-Sura, nella regione di Suwayda, nel sud del Paese, la chiesa greco-cattolica melchita di San Michele di Al-Sura Al-Kabira è stata attaccata e incendiata da assalitori non identificati, che hanno inoltre distrutto decine di case di cristiani.

Aiuti di emergenza per la ricostruzione delle case dei cristiani ad Aleppo ©Hope Center

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Crescente paura tra tra i fedeli

In un altro episodio, le forze di sicurezza – in collaborazione con gli abitanti del villaggio di Al-Kharibat, alla periferia di Tartus – sono riuscite a sventare un tentativo di attentato con un’autobomba pianificato contro la chiesa maronita di Sant’Elia (Mar Elias) . Questi attacchi contro le comunità cristiane in diverse regioni della Siria evidenziano la fragilità della sicurezza e seminano un timore crescente tra i fedeli, osserva ACN.

Dalla caduta del regime di Assad nel dicembre 2024 e dalla conquista di Damasco da parte degli islamisti guidati dal gruppo jihadista Hayat Tahrir al-Sham (HTS), la Siria ha subito inoltre centinaia di attacchi di aerei israeliani. Nel sud-ovest del Paese, l’esercito israeliano ha inoltre occupato la zona smilitarizzata tra la Siria e le Alture del Golan, annesse da Israele in violazione del diritto internazionale.

Una donna disabile tra le rovine della cattedrale cattolica armena di Aleppo ©Ismael Martin Sanchez

Una donna disabile tra le rovine della cattedrale cattolica armena di Aleppo ©Ismael Martin Sanchez

I cristiani continuano a mettersi al servizio degli altri

Eppure, nonostante la loro situazione sempre più precaria, i cristiani continuano a mettersi al servizio degli altri senza sosta. Attraverso i loro ospedali, le scuole sparse in tutto il Paese e il loro dinamico settore associativo, contribuiscono ad aiutare la popolazione, come ad esempio l’Hope Center Siria, che sostiene i giovani e il reinserimento nel mondo del lavoro. Con sedi ad Aleppo, Homs e Damasco, questa iniziativa, lanciata nel maggio 2018 e posta sotto la protezione della Chiesa, viene in aiuto ai cristiani che, nonostante tutto, sono rimasti nel Paese. Sostenuto da una quindicina di ONG cristiane, tra cui AIUTO ALLA CHIESA CHE SOFFRE (ACN), l’Hope Center Siria mira a promuovere la ripresa delle attività economiche interrotte dalla guerra o la creazione di nuove attività. Si tratta innanzitutto di aiutare le famiglie cristiane a raggiungere l’autonomia finanziaria, per incoraggiarle a rimanere nel loro Paese e a contribuire alla vita economica della loro nazione.

Distribuzione di generi alimentari agli anziani da parte del vicariato latino di Aleppo ©ACN

Distribuzione di generi alimentari agli anziani da parte del vicariato latino di Aleppo ©ACN

Aiuto ai cristiani in Siria

La situazione dei cristiani in Siria rimane incerta, anche sotto la presidenza di transizione di Ahmed al-Charaa. Sebbene il governo affermi di voler essere al servizio di tutti i siriani, continuano le tensioni e le violenze nei confronti delle minoranze religiose ed etniche, in particolare dei cristiani. Con la vostra donazione rafforzate la Chiesa locale in questo momento difficile. Permettete la formazione dei sacerdoti, sostenete i campi estivi e le attività di trasmissione della fede per bambini e giovani, e aiutate le parrocchie ad accompagnare le famiglie e a ridare loro speranza. In questo modo contribuite affinché le comunità cristiane possano continuare a vivere nel loro Paese e a costruirvi il proprio futuro. Grazie di cuore per il vostro sostegno e per le vostre preghiere.

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