Molti sacerdoti hanno voluto pregare a Lucerna per i cristiani perseguitati. ©ACN

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Domenica 18 gennaio, nella chiesa dei Gesuiti (LU) gremita di fedeli, Mons. Grögli ha lanciato un messaggio di speranza durante la Messa in memoria dei cristiani perseguitati e discriminati nel mondo.
Testo di Jacques Berset, traduzione e adattamento di Lisa Bigatto, entrambi collaboratori di AIUTO ALLA CHIESA CHE SOFFRE (ACN).
Il neoeletto vescovo di San Gallo, ordinato lo scorso 5 luglio, è stato ospite d'onore alla tradizionale commemorazione organizzata ogni anno dall'opera caritativa cattolica AIUTO ALLA CHIESA CHE SOFFRE (ACN). Il giovane vescovo 55enne è affascinato sin dall'adolescenza dalla forza che rappresentano la fede e la testimonianza dei martiri nell'opporsi ai sistemi totalitari, siano essi il nazismo o il comunismo. Ha studiato teologia all'Università di Friburgo, a Vienna e a Innsbruck. Questa resistenza ai totalitarismi ha forgiato le sue convinzioni. Non a caso la sua tesi di laurea in teologia verteva sul teologo protestante tedesco Dietrich Bonhoeffer. Questo membro della Chiesa confessionale contraria al nazismo e al controllo che il regime hitleriano voleva esercitare sul protestantesimo tedesco attraverso i «cristiani tedeschi» lo pagò con la vita. Bonhoeffer fu impiccato dai nazisti il 9 aprile 1945 nel campo di concentramento di Flossenburg.

Nella sua omelia, il vescovo di San Gallo ha sottolineato che, come cristiani, «non dobbiamo rinunciare alla verità», secondo le parole del cardinale Kurt Koch, nuovo presidente di AIUTO ALLA CHIESA CHE SOFFRE (ACN), e che questa verità rende liberi. Ma se il vescovo afferma di voler promuovere la fede cristiana, basandosi su un amore che non esclude nulla e nessuno, «non posso né costringere né obbligare nessuno ad aderire a questa fede cristiana, perché Dio non vuole una confessione forzata, né una conversione violenta».
Si può credere solo nella libertà, insiste il vescovo di San Gallo, «per questo non voglio che uno Stato imponga la fede cristiana con la forza e la violenza. Non voglio uno Stato teocratico cristiano. Voglio uno Stato che rispetti e protegga la libertà di religione per tutti.
E non voglio una Chiesa che imponga le sue rivendicazioni religiose con la violenza!». Monsignor Beat Grögli deplora che ancora oggi prevalga la legge del più forte: gli uomini di potere impongono spudoratamente i propri interessi, violando il diritto internazionale, perché per loro il fine giustifica i mezzi.
Il vescovo Beat parla con alcuni jodler della Svizzera centrale. ©ACN

«È una catastrofe, in questo gioco di potere, alla fine tutti perdono!» E sottolinea che la funzione religiosa di questa domenica è celebrata in relazione alle grandi preoccupazioni di AIUTO ALLA CHIESA CHE SOFFRE (ACN). Questa Opera caritativa conosce bene le conseguenze della mancata osservanza della libertà di religione in tanti Paesi del mondo, ha sottolineato. Il vescovo ha quindi lodato l'aiuto che ACN offre ai cristiani perseguitati e le informazioni che fornisce per far conoscere la loro tragica situazione.
chiesa dei Gesuiti, Lucia Wicki-Rensch con il vescovo Grögli (foto: ACN)
Nelle intenzioni di preghiera lette dai collaboratori di AIUTO ALLA CHIESA CHE SOFFRE (ACN) si è fatto innanzitutto riferimento alla catastrofe di Crans-Montana e ai giovani la cui vita è stata stroncata in modo così improvviso e crudele. Una prima candela è stata accesa sull'altare per Arthur, Charlotte, Emmanuele e per tutti coloro che hanno perso la vita o sono rimasti gravemente feriti, per tutte le persone colpite e le loro famiglie.
La seconda candela è stata accesa sull'altare per i 200 sacerdoti rapiti lo scorso anno in Nigeria. Alcuni sono stati liberati, altri sono stati uccisi o sono morti a causa dei maltrattamenti subiti. La terza candela era dedicata alla situazione delle donne in Pakistan, spesso vittime di conversioni forzate, matrimoni forzati e violenze sessuali, come nel caso di Saba, una ragazza cristiana 14enne che è stata drogata, rapita e costretta a sposarsi dai suoi vicini islamisti. ACN ha sostenuto gli sforzi dei vescovi che alla fine hanno permesso il suo rilascio.
La quarta candela è stata accesa per Rufinus Tigau, un insegnante di religione di 28 anni, ucciso senza motivo dalle forze di sicurezza indonesiane il 26 ottobre 2020 nella provincia di Papua, per aver tentato di negoziare con i poliziotti durante un'operazione di polizia in un quartiere residenziale.
Il sacerdote Stephen Echezona è stato rapito in Nigeria nel marzo 2025.


La funzione religiosa è stata animata dalla cantante di jodel Nicole Flühler e dal club di jodel Alpnach (Obvaldo) mentre il Padre Nostro è stato cantato in lingua igbo da due sacerdoti nigeriani. Al termine della messa, Lucia Wicki-Rensch, collaboratrice di lunga data di ACN, nonché responsabile della Svizzera italiana di ACN, ha consegnato al vescovo Grögli un'icona dipinta sul coperchio di una cassa di munizioni americana consegnata all'esercito ucraino. La colletta di questa domenica era destinata ai cristiani della Nigeria che soffrono a causa della violenza e sono vittime di azioni terroristiche. In questo modo, i profughi interni che vivono nei campi potranno ricevere cibo, assistenza psicologica e aiuto spirituale.
Il giovane vescovo, sensibile sin da giovane al destino delle persone che vivono in sistemi oppressivi, in particolare durante i suoi studi a Innsbruck, nel 1996 intraprese un primo viaggio in Ucraina, a Leopoli (ex Lemberg) e Kiev. «Ho subito percepito ciò che provava l'homo sovieticus, ciò che un sistema totalitario produceva sull'essere umano: apatia, una personalità senza visioni, senza speranza», confida ad ACN. «Abbiamo anche sostenuto un sacerdote della Repubblica Popolare Cinese che ha conseguito la laurea e il dottorato a Innsbruck e oggi svolge attività pastorale vicino a Pechino. Sono ancora in contatto con lui via e-mail, ma mi rendo conto che è sorvegliato e devo leggere i suoi messaggi tra le righe... Ma la sua decisione di tornare nel suo Paese in queste circostanze, nonostante le pressioni, mi ha molto impressionato!».
Mons.Beat Grögli, vescovo di San Gallo, davanti alla chiesa dei Gesuiti a Lucerna ©ACN

Icona su una cassa di munizioni - Questo dono proveniente dall'Ucraina è stato consegnato a Mons. Grögli ©ACN

Impressionato dalla testimonianza del martire Monsignor Oscar Arnulfo Romero, assassinato da uno squadrone della morte di estrema destra per aver denunciato i massacri della popolazione civile da parte dell'esercito salvadoregno, il vescovo Grögli conosce anche il contributo della Chiesa in Colombia, che si impegna per la pace promuovendo il dialogo tra le parti in conflitto. È stata la stessa volontà di dialogo e di pacificazione che lo ha spinto, in occasione della sua ordinazione episcopale, a organizzare una colletta per la comunità Mar Moussa in Siria, impegnata nel dialogo spirituale con i musulmani e nell'impegno sociale. Monsignor Grögli aggiunge che grazie alla Comunità di Sant'Egidio a Roma, una comunità di laici impegnati nella lotta alla povertà e per la pace, ha scoperto il libro di Andrea Riccardi, fondatore di Sant'Egidio «Sono morti per la loro fede: La persecuzione dei cristiani nel XX secolo».
Istituita da Papa Francesco in vista del Giubileo del 2025, la «Commissione dei nuovi martiri - testimoni della fede» è stata incaricata di redigere un elenco di tutti coloro che, dal 2000, hanno «versato il loro sangue per professare Cristo e il suo Vangelo». Ha incaricato Andrea Riccardi di svolgere questa ricerca, basata su oltre 9.600 testimonianze. JB


























Potete fare la differenza nella vita delle persone che soffrono in Nigeria. Grazie al vostro sostegno, i rifugiati vittime di violenze e sfollamenti forzati ricevono non solo aiuti di emergenza, ma anche assistenza psicologica per superare i loro traumi e la loro disperazione. Grazie a voi, sacerdoti e suore possono essere formati per accompagnare con competenza i sopravvissuti agli attacchi, i familiari delle vittime e le donne vittime di rapimenti e violenze sessuali. Con AIUTO ALLA CHIESA CHE SOFFRE (ACN), permettete loro di guarire e ridate loro speranza. Con soli 200 CHF finanziate una settimana di formazione sull'accompagnamento spirituale e psicologico delle vittime di traumi.
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