Il vescovo egiziano Thomas Habib (© ACN)

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Thomas Habib, vescovo egiziano impegnato con i più vulnerabili, incontrerà i fedeli nella Svizzera italiana dal 5 al 13 settembre 2026.
Mons. Thomas Habib Halim, vescovo della diocesi cattolica copta di Sohag, una delle principali regioni cristiane copte dell’Alto Egitto, sulla sponda sinistra del Nilo, dal 5 al 13 settembre 2026 visiterà alcune parrocchie della Svizzera italiana, dove celebrerà l’Eucarestia e darà una testimonianza sui cristiani nella sua patria e sui progetti che promuove per le persone più vulnerabili della sua diocesi.
Testo di Jacques Berset, trad. Lisa Bigatto collaboratori ACN
Mons Thomas Habib Halim vescovo copto cattolico di Sohag ACN

Nato nel 1963 a Sohag, circa 500 km a sud del Cairo, Mons. Thomas Habib è stato eletto eparca (vescovo) di Sohag nel 2020 dal Sinodo dei Vescovi della Chiesa Patriarcale di Alessandria dei Copti. Il 23 gennaio 2021 ha ricevuto l’ordinazione episcopale nella cattedrale di Cristo Risorto a Sohag, durante una celebrazione presieduta dal patriarca Ibrahim Isaac Sidrak.
Laureato in diritto civile e penale all’Università del Cairo nel 1985, ha lavorato per due anni come avvocato prima di intraprendere gli studi teologici presso la Pontificia Università Urbaniana di Roma. Ordinato sacerdote il 27 marzo 1993, ha successivamente conseguito il dottorato in diritto canonico e completato la formazione presso la Pontificia Accademia Ecclesiastica Diplomatica, preparandosi al servizio nei corpi diplomatici della Santa Sede.
Dal 1998 ha svolto incarichi diplomatici in numerosi Paesi — Honduras, Ruanda, Kuwait, Iran, Iraq, Libano, Paesi Bassi, Algeria, Siria, Malta e Libia — maturando un’esperienza internazionale ampia e articolata. Parla correntemente francese, italiano, inglese e arabo.
L’Egitto è stato duramente colpito dalla guerra in Ucraina e registra una crescita economica insufficiente per assorbire i circa 800 000 giovani che ogni anno entrano nel mercato del lavoro. Quasi un terzo della popolazione vive in povertà: circa trenta milioni di egiziani sono sotto la soglia di povertà e due milioni dispongono di meno di un dollaro al giorno.
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Monastero Bianco Deyr el Abiad

Nella diocesi, che conta 23 parrocchie e circa 15 000 copti cattolici, donne e giovani soffrono una forte esclusione sociale e quasi il 40% della popolazione non ha un lavoro stabile. La regione comprende 62 villaggi rurali poveri, privi di sostegno da parte delle grandi aziende e caratterizzati da una vita economica molto fragile.
Nonostante la scarsità di luoghi turistici, Sohag è una meta importante di pellegrinaggio per i copti grazie alle sue numerose chiese e ai monasteri, tra cui il celebre Monastero Bianco (Deyr el‑Abiad), la cui chiesa risale al V secolo.
Di fronte a una realtà segnata da abbandono scolastico, disoccupazione e migrazione forzata, Mons. Habib promuove iniziative per offrire un lavoro dignitoso ai più poveri. Tra queste, il finanziamento di tricicli a motore (tuk‑tuk) attrezzati come taxi per il trasporto di persone o merci, che permettono alle famiglie di generare un reddito stabile.
Mons Thomas Habib Halim vescovo copto cattolico di Sohag (©Jacques Berset)

La Chiesa copta cattolica dell’Alto Egitto vive una povertà profonda: giovani senza lavoro, donne escluse dalla vita economica, famiglie che sopravvivono con meno di un dollaro al giorno. Mons. Thomas Habib Halim, che guida la diocesi di Sohag, promuove iniziative concrete per restituire dignità ai più vulnerabili: progetti di lavoro, sostegno alle famiglie, accompagnamento pastorale nei villaggi più poveri. La sua visita in Svizzera italiana dal 5 al 13 settembre 2026 è un invito a camminare accanto a questa Chiesa che resiste con fede! Ogni contributo diventa un lavoro, un futuro, una speranza per chi non ha più nulla.
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